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lunedì 19 agosto 2013

SLOW FOOD...BELLO, PULITO E GIUSTO!

Slow Food è un'associazione internazionale non-profit che conta 100.000 iscritti, volontari e sostenitori in 150 Paesi, 1.500 sedi locali e una rete di 2.000 comunità che praticano una produzione di cibo su piccola scala, sostenibile e di qualità.

Fondata da Carlo Petrini nel 1986, Slow Food opera per promuovere l'interesse legato al cibo come portatore di piacere, cultura, tradizioni, identità, e uno stile di vita, oltre che alimentare, rispettoso dei territori e delle tradizioni locali.

"Buono, pulito e giusto", ecco il motto di Slow Food: tre aggettivi che definiscono in modo elementare le caratteristiche che deve avere il cibo. Buono perchè l'alimento è ricco di qualità organolettiche, ma anche di una complessa sfera di sentimenti, ricordi e implicazioni identitarie derivanti dal valore affettivo del cibo; pulito perchè prodotto nel rispetto degli ecosistemi e dell'ambiente; giusto, perchè prodotto secondo i concetti di giustizia sociale negli ambienti di produzione e di commercializzazione.



La filosofia di Slow Food attraversa campi differenti: ecologia, gastronomia, etica e piacere. 
L'associazione si oppone quindi al processo di standardizzazione dei gusti e delle culture e dello strapotere dell'industria agroalimentare.

Le finalità di Slow Food sono:

  • Educare al gusto, all'alimentazione, alle scienze gastronomiche. Salvaguardare la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate. Promuovere un nuovo modello alimentare, rispettoso dell'ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi. 
  • Diventare Co-produttori. Con questo termine si vogliono identificare tutti i consumatori consapevoli e informati per sottolinearne il ruolo attivo come parte integrante del processo di produzione del cibo.
  • Salvaguardia dell'identità locale. Siamo impegnati nella salvaguardia di un cibo tradizionale, sostenibile e di qualità. Tutelare la biodiversità agroalimentare e culturale, conservando le specificità del cibo locale e delle tradizioni contadine, i saperi delle comunità locali per proteggere gli ecosistemi e per promuovere una produzione sostenibile.


In Veneto troviamo ben 12 presidi a tutela delle identità locali e delle produzioni, tra razze animali da allevamento, cereali e farine, latticini e formaggi, ortaggi, legumi, salumi e derivati e frutta.



Diventare un consumatore consapevole e informato per rafforzare la cultura locale e le tradizioni nel rispetto dell'ambiente non è cosa da poco!

Scopri i migliori ristoranti dove assaporare il piacere del buon cibo!

venerdì 16 agosto 2013

RISTORANTE O ASPORTO?!

Il cibo da asporto è la possibilità offerta ai clienti di asportare cibi pronti da certi ristoranti o locali di produzione e consumarli in ambiente diverso dal luogo di produzione.

Si parla internazionalmente di "take out": ovvero cibo pronto, già cotto, da portare via per il consumo domestico o come cibo da strada.

Il consumo di cibo per strada consente generalmente di mangiare in maniera più informale, più rapida, e meno costosa che al ristorante o in altro luogo deputato allo scopo, e, per questo motivo, questa forma di alimentazione viene spesso preferita, tanto da occupare un posto importante nell'alimentazione umana. Il cibo da strada fa parte del più ampio fenomeno del cibo informale (informal food sector), un settore che, nei paesi in via di sviluppo, rappresenta una delle strategie adottate per provvedere ai propri bisogni alimentari.

Nelle varie nazioni esso viene proposto con inerenza agli usi e consumi tipici della cultura gastronomica locale. Si hanno così i take out di hot dog, hamburger, patatine negli U.S.A., mentre in Italia si hanno la pizzeria da asporto, i locali di prodotti al taglio, e recentemente anche locali di pastasciutta da asporto.

Molto conosciuti come cibo da strada sono "'U pani câ meusa" della tradizione gastronomica palermitana, panini morbidi imbottiti con pezzetti di milza e polmone di vitello, che vengono preparati solo al momento della vendita.

lunedì 22 luglio 2013

DiVino Osteria Trevigiana-Menu Gluten free dalla colazione alla cena

BW PREMIER BHR Treviso Hotel e DiVino Osteria Trevigiana dal 26 marzo 2013 sono stati accreditati come "gluten free" dall'AIC, l’Associazione Nazionale Celiachia.

Un lungo percorso di formazione, che ha coinvolto il personale di sala e gli chef rivoluzionando le abitudini e persino gli spazi della cucina.

In Provincia di Treviso si stima siano poco meno di 9 mila i malati di celiachia, ma molti di loro non lo sanno ancora. Il numero di diagnosi sta crescendo vertiginosamente man mano che cresce la consapevolezza e la conoscenza verso quella che è l’intolleranza alimentare più diffusa al mondo (colpisce circa l’1% della popolazione, le donne in numero più che doppio rispetto agli uomini). L’AIC, l’Associazione Italiana Celiachia, sta lavorando da tempo per consentire ai malati una vita normale anche fuori casa. La sezione veneta ha trovato nello staff del DiVino Osteria Trevigiana un gruppo di lavoro sensibile e pronto al cambiamento.

 
La struttura è stata inserita nell'elenco ufficiale consultabile dal sito Aic e presenta all'ingresso i marchi che la contraddistinguono. Per Treviso si tratta del primo grande albergo e grande ristorante, oltre a una piccola struttura della Provincia, ad entrare nel progetto “Alimentazione fuori casa”.

Dopo un lungo periodo di formazione, la struttura diretta ha aperto le porte ai celiaci che vogliono visitare la Marca Trevigiana, con menu dedicati per festeggiare assieme alle loro famiglie, ricorrenze, matrimoni, battesimi.
Festeggiare fuori casa non sarà più fonte di discriminazione.




Il percorso di accreditamento ha coinvolto anzitutto le cucine, rivoluzionando l’organizzazione del lavoro, gli spazi e non solo il menù: attraverso un ripensamento generale del tradizionale modo di lavorare, lo staff ha seguito corsi teorici e pratici curati da Aic, che hanno coinvolto la direzione, due responsabili di cucina, due responsabili di sala e due responsabili delle colazioni.
A differenza di un’allergia, l’intolleranza comporta per il malato conseguenze negative sulla salute anche in caso di contaminazione minima. Per questo, solo per fare un esempio, non basta portare al tavolo due cestini di pane distinti, è necessario farlo in momenti diversi in modo da evitare che anche una briciola di glutine possa finire sulla tavola di un celiaco.
Tutto è cambiato in cucina, basti dire che le lavorazioni a base di farina sono state confinate in un’area ben isolata per offrire il massimo delle garanzie.

Il menu del DiVino Osteria Trevigiana è stato totalmente rivoluzionato e ora offre una scelta variegata di piatti senza glutine per qualsiasi occasione, pensando anche al dessert, con una continua sperimentazione.
Ma si potrà festeggiare anche standosene comodamente a casa grazie al servizio di cucina d'asporto "DiVino Chez Vous".

Quanto all’AIC, oltre alla formazione periodica del personale, realizzerà costanti verifiche perché l’accreditamento non si ottiene per sempre ma può essere anche revocato per una garanzia di sicurezza ulteriore per i pazienti.

Una nuova grande struttura, moderna e di design, aperta alle esigenze di tutti i suoi clienti.